Quali sono i territori protagonisti del progetto HEVA – Volcanic Agriculture of Europe e in che cosa si distinguono?
Per raccontare la straordinaria differenza e le altrettanto incredibili somiglianze dei territori protagonisti del progetto Heva iniziamo da Soave, territorio vulcanico noto in tutto il mondo per la produzione di eccezionali vini bianchi.
SOAVE, TERRA DEL GARGANEGA
Soave rappresenta il più grande distretto produttivo italiano specializzato in vino bianco, con quasi 7.000 ettari dedicati alla coltivazione delle uve autoctone garganega e trebbiano di Soave.
La zona di produzione del Soave è situata nella parte orientale dell’arco collinare della provincia di Verona (a nord dell’autostrada serenissima, tra il 18° e il 25° km tra Verona e Venezia). Qui la garganega, il vitigno principale della denominazione, ha trovato nel corso dei secoli un habitat ideale. Nel vasto e qualificato panorama dei pregiati vini veronesi solo in queste colline di terreno tufaceo di origine vulcanica con importanti affioramenti calcarei, risalenti all’Eocene, si è andata a realizzare questa ideale simbiosi di ambiente e vitigno per la produzione di grandi vini bianchi di qualità. In aree particolarmente vocate, che coincidono con la “zona storica” la zona originaria e più antica, viene vinificato il “SOAVE”, prodotto da uve raccolte e vinificate nei cru presenti nei comuni di Soave e Monforte d’Alpone.
Pur circoscritto in un territorio collinare piuttosto limitato di soli 12.000 ettari, il vigneto Soave rappresenta il 3% del sistema produttivo a denominazione in Italia.
Il Soave è il primo vino italiano ad essere riconosciuto come “vino Tipico” nel 1931 e ne viene delimitata la zona di origine. Il sistema Soave è oggi fatto di 2500 viticoltori che coltivano in condizioni di pendenza e fatica i 6000 ettari di garganega, per una produzione di poco più di 48 milioni di bottiglie.
È sicuramente il vino bianco italiano fermo da sempre più esportato, con una quota che supera l’80% della produzione.
Determinazione ed efficienza organizzativa hanno consentito, ad una produzione molto frazionata (sono quasi 3.000 le aziende agricole con una media di poco più di 2 ettari), di costruire un sistema che ha saputo restituire negli anni reddito e soddisfazione per i produttori senza perdere mai di vista la propria vocazione bianchista da vitigni autoctoni come la garganega ed il trebbiano di Soave.
Nel 2019 il Comitato Vini del Ministero delle politiche agricole ha approvato in via definitiva l’inserimento delle Unità Geografiche Aggiuntive nel disciplinare della DOC Soave. Le menzioni aggiuntive sono delle aree all’interno della denominazione Soave che storicamente sono state valorizzate dalle singole aziende e dal Consorzio per la particolare capacità di produrre vini con una forte caratterizzazione della zona pedoclimatica nella quale nascono.



